
Ci si sveglia di notte con la mano addormentata, si scuote il polso per far tornare la sensibilità, al mattino le dita sono rigide e cadono gli oggetti dalle mani. Sono i segnali tipici della sindrome del tunnel carpale, uno dei disturbi della mano più comuni, e il motivo per cui molte persone cercano una visita per il tunnel carpale a Bracciano. Al Centro Medico La Fenice la valutazione è affidata al Dott. Stefano Pecchia, ortopedico con competenza specifica in chirurgia della mano. In questo articolo spieghiamo che cos’è il tunnel carpale, come si riconosce, come si arriva alla diagnosi e quali sono le possibilità di cura, insieme agli altri disturbi della mano che meritano una visita.
Il tunnel carpale è un canale stretto alla base del palmo, delimitato dalle ossa del polso e da un robusto legamento. Al suo interno passano i tendini che piegano le dita e il nervo mediano, che dà sensibilità a pollice, indice, medio e metà dell’anulare e controlla alcuni muscoli del pollice. Quando lo spazio nel canale si riduce, per esempio per un ispessimento dei tendini o per ritenzione di liquidi, il nervo viene compresso e compaiono i sintomi.
La sindrome colpisce più spesso le donne tra i 40 e i 60 anni, ma può comparire a ogni età. Tra i fattori che la favoriscono ci sono i lavori manuali ripetitivi, l’uso prolungato di strumenti vibranti, la gravidanza, il diabete, le malattie della tiroide e l’artrite reumatoide. In molti casi non si individua una causa precisa.
I sintomi peggiorano con attività che tengono il polso piegato a lungo, come guidare, tenere il telefono, leggere o lavorare al computer. Il fatto che riguardino le prime tre dita e non il mignolo è un indizio importante per distinguere il tunnel carpale da altre cause di formicolio, come la cervicale.

La diagnosi è innanzitutto clinica. Durante la visita ortopedica della mano il Dott. Pecchia raccoglie la storia dei sintomi, esamina sensibilità e forza, e esegue alcune manovre specifiche che provocano o riproducono il formicolio quando il nervo è compresso. Valuta anche il collo, la spalla e il gomito, perché un nervo può essere irritato in più punti lungo il suo percorso.
Per confermare la diagnosi e misurare la gravità della compressione, lo specialista può richiedere l’elettromiografia con studio della velocità di conduzione nervosa, l’esame che indica quanto il nervo mediano è rallentato nel passaggio attraverso il tunnel. In casi selezionati è utile un’ecografia del polso. Il risultato di questi esami, insieme ai sintomi e alla loro durata, orienta la scelta del trattamento.

Nelle forme lievi e moderate, soprattutto se recenti, si inizia con misure non chirurgiche: un tutore notturno che tiene il polso in posizione neutra, la modifica delle attività che scatenano i sintomi, esercizi di scorrimento dei tendini e del nervo, in alcuni casi un’infiltrazione nel canale per ridurre l’infiammazione. Il percorso riabilitativo può essere seguito dai fisioterapisti del Centro Medico La Fenice su indicazione dello specialista. Il tunnel carpale in gravidanza tende a risolversi spontaneamente dopo il parto.
Quando i sintomi persistono nonostante le cure, quando la sensibilità è ridotta in modo stabile o compaiono debolezza e perdita di massa muscolare, l’indicazione è chirurgica. L’intervento consiste nel liberare il nervo sezionando il legamento che chiude il canale: dura pochi minuti, si esegue in anestesia locale e in regime ambulatoriale o di day surgery, e la ripresa delle attività leggere è rapida. Il Dott. Pecchia pone l’indicazione in visita e, quando è il caso, segue il paziente nel percorso chirurgico presso la struttura ospedaliera in cui opera, e nel controllo post-operatorio e nella riabilitazione al Centro.
La mano è una struttura complessa e il tunnel carpale non è l’unico problema che un ortopedico della mano a Bracciano affronta. Le condizioni più frequenti valutate dal Dott. Pecchia sono:
Molti di questi disturbi vengono trascurati a lungo perché “non è niente di grave”. Tuttavia, intervenire presto, spesso con cure semplici, evita che diventino cronici e limitino i movimenti fini della mano, quelli di cui ci accorgiamo solo quando li perdiamo.
Il Dott. Stefano Pecchia è specialista in Ortopedia e Traumatologia con una competenza specifica in chirurgia della mano. Laureato con lode all’Università di Roma Tor Vergata, si è specializzato presso La Sapienza Università di Roma (Ospedale Sant’Andrea) e ha arricchito la propria formazione con esperienze internazionali, tra cui la Duke University negli Stati Uniti. È Dirigente Medico presso l’Unità di Ortopedia e Traumatologia della ASL Roma 4 e in ambito sportivo collabora come medico con squadre di pallacanestro, anche a livello nazionale giovanile. Al Centro si occupa di visite ortopediche e traumatologiche, patologie della mano e del polso, lesioni tendinee e traumi della mano, patologie del ginocchio e infiltrazioni articolari.
La visita si prenota direttamente, senza impegnativa. Se hai già eseguito un’elettromiografia, una radiografia o un’ecografia, porta i referti.
Le forme lievi e legate a una causa temporanea, come la gravidanza, possono risolversi. Le forme persistenti tendono a peggiorare lentamente e, se trascurate a lungo, possono lasciare un danno al nervo non più recuperabile. Per questo conviene farsi valutare quando i sintomi durano da più di qualche settimana.
No. Può dipendere dalla colonna cervicale, dal gomito, da neuropatie o da altre condizioni. La distribuzione del formicolio e l’esame clinico permettono di distinguerle; quando serve, lo specialista indirizza al neurologo.
Di norma si opera una mano alla volta, per mantenere l’autonomia nelle attività quotidiane. Il programma si decide con lo specialista.
Dipende dal tipo di lavoro: per attività d’ufficio pochi giorni, per lavori manuali pesanti alcune settimane. Il formicolio notturno migliora in genere subito; la sensibilità e la forza recuperano più gradualmente.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere informativo e non sostituiscono la valutazione del medico. In caso di trauma acuto della mano o del polso rivolgiti al pronto soccorso.
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Laboratorio analisi Dott. Fabrizio De Grandis
Riabilitazione Dott. Riccardo Vallorani
Dott. Nicola Fredella
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